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newsE’ stata una giornata riuscitissima quella di sabato 20 maggio 2017. Alla marcia “Insieme senza i muri”, organizzata a Milano sul modello della manifestazione di Barcellona, hanno partecipato istituzioni, associazioni, il terzo settore, ma anche molti, moltissimi cittadini. Centomila secondo gli organizzatori.

Un serpentone di persone coloratissime, allegre e prive di pregiudizi aprioristici ha solcato le vie della città meneghina da porta Venezia sino a piazza del Cannone dietro al castello Sforzesco.

E’ stata l’epifania di una Milano accogliente, orientata verso una società plurale, avanguardia di un’Italia che sa quali sono le potenzialità ed anche le contraddizioni del terzo millennio. Una presenza del circolo Dossetti c’è stata in questa bella occasione. Per i partecipanti “nessuna persona è illegale” con riferimento alla normativa attualmente vigente, mentre qualche critica è stata riservata al recente decreto sull’immigrazione targato Minniti-Orlando.

Ha prevalso però il clima festoso, quello di una specie di “scampagnata” alla quale hanno partecipato tante persone, ma anche famiglie, comunità etniche aperte al mondo, orgogliose delle proprie tradizioni, in cerca di una nuova identità da trovare però nella pluralità. E il sole primaverile di una Milano senza stereotipi facili “con il coeur in man”, li ha accolti calorosamente. In testa al corteo il Sindaco Giuseppe Sala, altri Sindaci o amministratori, e alcuni ospiti della caserma Montello e di via Corelli, nonché il presidio di uno dei main partner: Radio Popolare. Il Sindaco di Milano e l’assessore Maiorino hanno coraggiosamente difeso una manifestazione che nel clima attuale, poteva benissimo prestarsi a numerose strumentalizzazioni, dimostrando così libertà di pensiero e volontà politica.

La marcia che ha mosso dai bastioni di porta Venezia, in direzione verso quelli di porta Nuova e Garibaldi, attraverso piazza Repubblica, per poi proseguire all’Arena civica e infine al Parco Sempione, non comprende la “costruzione di muri”, ma ha posto al centro dell’interesse pubblico il valore dell’integrazione e della convivenza pacifica, perché nel nostro Paese “nessuno è straniero”.

Sul palco hanno portato il loro saluto anche il Presidente del Senato Pietro Grasso ed Emma Bonino, alternati da un coro plurietnico di bambini. In questa globalizzazione, che è soprattutto di tipo economico, ci sono però migliaia di persone che non si “accapigliano” inutilmente tra di loro, e che invece si sforzano di dare attuazione ai principi costituzionali, convinte che un “nuovo mondo è possibile”.

Andrea Rinaldo

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