Ritorno a Costantinopoli

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Giovanni BianchiIl viaggio di Papa Francesco in Turchia non rientra nell’ordinarietà degli atti (c’è qualcosa di ordinario in quello che fa questo Vescovo di Roma), ma segna una tappa pesante in termini ecumenici.

Non si tratta solo del gesto significativo e commovente di inginocchiarsi di fronte al Patriarca ecumenico Bartolomeo per chiedere la sua benedizione, e nemmeno dell’aver assistito solennemente alla Divina Liturgia nel giorno di Sant’Andrea, che la Chiesa dell’antica Costantinopoli considera come fondatore allo stesso modo in cui il fratello Pietro fondò la Chiesa di Roma.

No, è qualcosa in più, è la significazione visiva del fatto che l’unità dei credenti è possibile intorno al primato petrino nel momento in cui esso è vissuto come primato della carità e non imposizione di potere , e si vede come la ricca tradizione liturgica e teologica della Chiesa ortodossa può convivere accanto a quella della Chiesa latina come i due polmoni di un’ Europa finalmente riunificata, secondo la geniale intuizione di Giovanni Paolo II.

Non è un caso che la visita ad Istanbul sia stata preceduta da quella a Strasburgo, al Parlamento europeo: parlando a quell’Europa invecchiata il Papa non ha enunciato lo stanco mantra delle “radici cristiane” negate, ma ha preferito dar voce – lui venuto dalla fine del mondo, da un altro continente- all’inquietudine profonda di chi non riesce a vedere nell’Europa attuale quella sognata da coloro che volevano sostituire la terra da cui erano nate le due guerre mondiali con una patria grande e solidale.

E’chiaro che la sfida di Francesco è globale, ed anche il gesto della preghiera nella Moschea Blu – che ha creato uno scandalo inopinato presso i beghini ed i bugiardi, visto che era già stato anticipato da Benedetto XVI- ha voluto segnare una tappa nel dialogo più difficile, quello fra cristianesimo ed Islam, ricordando che il vero spirito religioso si sostanzia di preghiera e contemplazione, e non di violenza, e tanto più forte, proprio perché discreto, non urlato, è risuonato il richiamo ai leader islamici affinché condannino la violenza ed il terrorismo in ogni sua forma.

Una cosa è certa: Francesco continuerà per la sua strada, che è quella del Vangelo

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