Luigi Giorgi. Una vicenda politica. Giuseppe Dossetti 1945-1956

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Ritratto-Dossetti

Una vicenda politica. Giuseppe Dossetti 1945-1956

Luigi Giorgi – Edizioni Scriptorium, Milano  2003

A quasi sette anni dalla sua morte (1996) la vicenda politica di Dossetti non ha avuto approfondimenti significativi. Dopo l’importante volumetto a cura di Giuseppe Alberigo (Giuseppe Dossetti. Prime prospettive di ricerca, Il Mulino, 1998), non si è assistito ad un lavoro di scavo significativo. La ricerca ha preso un’altra direzione.

Luigi Giorgi. Una vicenda politica. Giuseppe Dossetti 1945-1956

Dopo lo splendido volume, La Parola e il silenzio, (Il Mulino) a cura della Piccola Famiglia dell’Annunziata, si è cominciato a editare parte della sua riflessione spirituale (Un solo Signore 2000, L’identità del cristiano 2001, La Parola di Dio 2002, tutti per le edizioni Dehoniane) ed ecclesiale (a seguito del bellissimo Il Vaticano II, uscito nell’anno della sua morte, Per una Chiesa eucaristica a cura di Giuseppe Alberigo e Giuseppe Ruggeri, con importanti saggi dei curatori, entrambi editi per il Mulino). Insomma, al di là di qualche convegno ( uno per tutti: Giuseppe Dossetti. Il circuito delle due parole, Nuova Dimensione, 2000), lo sforzo maggiore di questi anni è stato quello di restituirci la figura del monaco e del padre spirituale. Starei per dire del Padre della Chiesa. L’impresa non facile della Piccola Famiglia dell’Annunziata di editare l’enorme materiale delle sue “conversazioni” è una strada maestra per conoscere il dinamismo spirituale di una delle personalità più straordinarie del ‘900.

E il Dossetti politico? Sembra passato in secondo piano. Ecco perché va colta con piacere la pubblicazione di un libro come questo: c’è qualcuno che tiene accesa la fiaccola. Rispetto a precedenti lavori sul Dossetti politico, tutti riportati nella bibliografia, non ci sono scoperte sconvolgenti, c’è invece l’uso di un materiale diverso: la lettura dei giornali dell’epoca, degli archivi di polizia, degli archivi di Stato, ecc. e ciò ampia il quadro della sua azione, conferisce una risonanza diversa. Particolarmente sottolineato è il rapporto contraddittorio tra la sinistra (Partito Comunista Italiano e Partito Socialista Italiano) e Dossetti, un rapporto fatto di incomprensioni profonde e di scontri anche violenti. La preziosa appendice del volume riporta le “liquidazioni” fatte del dossettismo da personaggi come Rodano o Ingrao. Quanta acqua è passata sotto i ponti! E come sarebbe diverso oggi il giudizio.. Dossetti si trovava nella paradossale situazione di essere “a sinistra” della sinistra, pur militando autorevolmente nella Democrazia Cristiana. Ne è testimonianza lampante, tra le tante, la sfortunata prova del 1956. Giustamente il volume chiude con questa data la vicenda politica di Dossetti, non con quella del 1951, dopo i famosi Convegni di Rossena. Certo, è un Dossetti ormai tutto preso dalla sua vocazione religiosa, ma non per questo meno creativo e scomodo nell’agone politico. Un’ultima, splendida impennata.

L’abbandono del Consiglio Comunale di Bologna nel 1958 fu per lui certamente una liberazione. Di lì a poco sarebbe stato immerso nel vento entusiasmante e drammatico del Concilio. Ma altrettanto certamente questo addio definitivo alla politica militante fu un impoverimento della storia politica italiana. Ecco anche perché tornare a riflettere, come fa questo libro, su Dossetti politico, è un esercizio necessario non solo per tenere allenata la nostra memoria storica, ma anche per ripensare la nostra vicenda politica, i suoi drammi, le sue possibilità. 

Giuseppe Trotta

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