Adesione al
MANIFESTO PER LA DIDATTICA IN PRESENZA.
Contro la chiusura delle scuole.

Sabato 7 scorso il prof. Ivo Lizzola, nella prima lezione del nostro Corso di Formazione alla Politica, tra le altre cose ci ha esposto le ragioni, umane e didattiche, per le quali alunni, insegnanti, genitori e noi tutti, abbiamo bisogno di una scuola fatta in presenza. (qui il collegamento alla lezione)

Con l’emergenza sanitaria la scuola si è trovata davanti una sfida importante: continuare a essere presente nella vita dei propri alunni e alunne nonostante le chiusure ed essere, per loro, luogo educativo anche se a distanza.

Si è così passati alla “Didattica A Distanza”: con essa, la scuola ha potuto entrare nelle case dei propri alunni, tessere relazioni con le famiglie, in alcuni casi anche vere alleanze e legami di fiducia reciproca. Rappresenta inoltre una occasione per l’ alfabetizzazione tecnologica da parte di docenti e studenti, necessaria per cogliere le possibilità offerte dalla “Didattica Digitale Integrata”.

Tuttavia, insieme alle potenziali opportunità, essa ha portato alla luce anche preoccupanti zone d’ombra: ha ampliato le differenze tra gli alunni e sono, di fatto, aumentate le forme di esclusione: come indica anche Carlotta Bellomi in un articolo sulla rivista DIDA (n.06 09/20) riportando anche i dati ISTAT, le condizioni socio-economiche e linguistiche delle famiglie hanno gravato sull’apprendimento in maniera ancora maggiore.

Gli sforzi perchè nessuno rimanesse indietro sono stati vanificati dalla mancanza di dispositivi, da spazi non idonei all’apprendimento, da difficoltà linguistiche che sono diventate quasi incolmabili a distanza, dalla difficoltà di molti familiari di supportare i figli nella gestione dei dispositivi e nelle attività scolastiche proposte dai docenti.

Molti studenti sono stati letteralmente persi per strada, alcuni non hanno mai potuto accedere alle piattaforme. La scuola inclusiva è stata spazzata via in un attimo.

Ma la didattica a distanza è stata difficile per tutti, anche per insegnanti e famiglie; la scuola è fatta di legami e relazioni che concorrono al raggiungimento degli apprendimenti, è scambio continuo, è apprendere attraverso la relazione, è fare esperienza di educazione civica attraverso la convivenza con gli altri:
è apprendere ed insegnare insieme attraverso il corpo.
Corpo e mente, nell’apprendimento, non possono essere separati.

Se dunque il rapporto di insegnamento-apprendimento si esprime al proprio meglio in un ambiente che tenga insieme i corpi e le menti degli insegnanti e degli allievi, ecco che la didattica a distanza, negando il corpo e svolgendosi in un ambiente non idoneo a curare quelle relazioni che in presenza si creano naturalmente, preclude  importanti possibilità di apprendimento e aumenta il senso di isolamento e di solitudine.

Siamo consapevoli dei rischi che l’apertura delle scuole comporta, anche oggi, relativamente alla diffusione della pandemia; così come della necessità che nel momento più critico, alla fine dello scorso inverno, l’attenzione fosse rivolta verso il corpo malato. Contenere il contagio era allora, e continua ad essere, la principale priorità.

Questa nuova didattica tuttavia dimentica, e completamente, il corpo sano, e con esso tutte le dinamiche corpo-mente necessarie all’ apprendimento: non può essere una macchina, per quanto sofisticata, a mediare per noi questo flusso complesso e continuo di interazioni che chiamiamo “relazione”.

La scuola è fatta di corpi in continua relazione. Ed è per questo che la scuola in presenza è un ambiente che non può essere sostituito.

Per questo, noi del Circolo Dossetti di Milano riteniamo necessario sollecitare le autorità governative e le istituzioni locali a che cambino la posizione ed il ruolo della scuola nella complessa strategia di contenimento della pandemia, riconoscendo come priorità l’apprendimento in presenza, aderiamo, e vi invitiamo ad aderire, al Manifesto per la didattica in presenza.

Il Manifesto è consultabile cliccando QUI, sulla pagina sono riportate anche le modalità per l’adesione.

Il Circolo Dossetti di Milano

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1 commento

    • Salvatore Di Mauro il 13 Novembre 2020 alle 12:11

    Sono esagerazioni che non tengono conto della realtà umana. Immaginano un mondo ideale e …. asettico . Confliggono con il Buon senso. Non tengono in alcun conto che si tratta di provvedimenti a breve termine. Non valutano gli effetti della movimentazione umana negli itinerari da e per le sedi scolastiche e altre significa zioni urbane.
    Insomma una obsoleta scelta ideologica paventata da nobili motivi psiico-pedagogico.

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